TARRAGONA: La bohème – Giacomo Puccini, 11 luglio 2025
LA BOHEME
Giacomo Puccini
Direttore Oliver Díaz
Regia di Emilio López
Personaggi e Interpreti:
- Mimì Ainhoa Arteta
- Musetta Mireia Tarragó
- Rodolfo, poeta Antonio Gandía
- Marcello, pittore Ángel Ódena
- Schaunard, musicista Carlos Daza
- Colline, filosofo Lluis Vergés
- Benoît, il padrone di casa Joan Carles Esteve
- Parpignol, venditore ambulante Emili Gispert
- Alcindoro, consigliere di stato Joan Carles Esteve
- Il venditore di prugne Raúl Poblet
- Doganieri Joan Carvajal e Miguel Font
costumi Jesús Ruiz
luci di Sergio García
Orchestra Camarata
Coro dell’Opera di Tarragona, diretto da Miquel Massana
Coro infantile del Conservatorio la Escola Municipal de Tarragona diretto da Anna Ollet
Coro Banda del Conservatorio diretto da Jordi Massip
Campo di Marte, 11 luglio 2025
Quarta edizione dell’opera a El Camp de Mart di Tarragona, uno spazio che comprende oltre 1700 posti a sedere all’aperto in una versione ideale di “teatro greco” sotto le mura romane di Tarragona, realizzata grazie all’instancabile lavoro di Ángel Ódena, baritono di Tarragona dalla prestigiosa carriera internazionale, meritevole divulgatore dell’arte musicale nella sua città e nella sua regione, che potrebbero e dovrebbero cogliere l’occasione per programmare un vero e proprio festival estivo, in considerazione del richiamo anche turistico delle vicine e affollate spiagge, contribuendo ad aumentare il numero di titoli. La partecipazione di un pubblico numeroso, che ha praticamente riempito il vasto spazio, è la nota positiva, indiscutibile di un crescente interesse e passione per l’opera lirica.
Dopo Rigoletto, Tosca e La traviata, quest’ultima nell’estate 2024, La bohème è riuscita a ripetere il clamoroso successo delle passate edizioni. Non solo per l’indubbia popolarità del titolo, soprattutto per fascino della protagonista, il celebre soprano Ainhoa Arteta, un infallibile richiamo essendo protagonista delle cronache riportate dai media del Paese, una vera e propria calamitosa presenza per la maggior parte del pubblico. Va detto che molti dei presenti, semplici melomani o attivi nel mondo dell’opera, attendevano la sua esibizione con una certa curiosità, poiché è noto che la coraggiosa artista ha superato momenti difficili anche a causa di problemi di salute. Il risultato della sua interpretazione della grisette parigina, la ricamatrice malata di tubercolosi così intimamente musicata da Puccini, ha superato ogni aspettativa. La voce, sempre di timbro gradevole e ferma, risponde sia negli acuti, sicura, intonata e ben sostenuta dal fiato, sia con armonici generosi, con una zona centrale e grave di notevole corpo e consistenza. Ciò che affascina, ancora e sempre, dell’artista è il gusto nel porgere, il dare il giusto senso alla parola cantata, con proprietà nella dizione ed un fraseggio, un accento incantevoli. Il successo l’è arriso già dopo l’emozionante esecuzione di “Mi chiamano Mimì”.
Il valido tenore Antonio Gandía è stato un partner ideale, interpretando la “Gelida manina” con slancio e proiettando con sicurezza il Do sulla “speranza”. Durante tutta l’opera ha dimostrato una linea di canto raffinata e, soprattutto, una perfetta intesa con la Mimì. I duetti del primo atto: “Dammi il braccio mia piccina” e dell’ultimo quadro: “Sono andati, fingevo di dormire”, sono stati altrettanti momenti magici della serata. A ciò ha contribuito con grande professionalità, la voce potente e la provata abilità scenica il molto applaudito Marcello di Ángel Ódena. La sua coppia in scena, il soprano Mireia Tarragó, si è rivelata una Musetta apprezzabile sia dal punto di vista vocale che interpretativo. Molto bravo il giovane basso Lluis Vergés, Colline; un vero lusso poter contare su un baritono del calibro e livello qualitativo di Carlos Daza per il ruolo tutt’altro che marginale di Shaunard. Perfetto nella doppia caratterizzazione il basso Joan Carles Esteve, esilarante Benoit nel primo quadro e Alcindoro tremebondo nel secondo. Completano perfettamente il cast il Parpignol di Emili Gispert, i doganieri Joan Carvajal e Miguel Font e il venditore di prugne Raúl Poblet nel suo grido: “Prugne di Tours!”.
Semplice, ma completa con gli indispensabili oggetti di scena, la parte visiva; efficace la regia di Emilio López, belli i costumi di Jesús Ruiz, ben dosate le luci di Sergio García. Eccellente la direzione musicale di Oliver Díaz, alla guida dell’Orchestra Camarata e del coro dell’Opera di Tarragona, diretto da Miquel Massana, a cui si sono aggiunti il Coro infantile del Conservatorio la Escola Municipal de Tarragona e la Banda del Conservatorio. Il primo diretto da Anna Ollet e il secondo da Jordi Massip. Una serata di successo decretata da un pubblico molto soddisfatto.
Andrea Merli


